"La passione di Artemisia" di Susan Vreeland

Mi ci sono voluti mesi per digerire questo libro, anche ora mentre ne scrivo non sono sicura di riuscire a spiegare razionalmente il carico...

Mi ci sono voluti mesi per digerire questo libro, anche ora mentre ne scrivo non sono sicura di riuscire a spiegare razionalmente il carico di emozioni che questa lettura mi ha riversato addosso.


Ho realmente apprezzato la figura di Artemisia Gentileschi solo durante il periodo universitario e già questo, per me é un valido motivo per consigliarne lo studio indipendentemente dalla passione per la storia dell’arte, ma questo romanzo va molto più a fondo coniugando in modo a dir poco ineccepibile la figura di donna e quella di artista figlia di un tempo in cui essere una o l’altra cosa era impresa ardua, ma esserle entrambe era impossibile.

Figlia di un caro amico e collega di Caravaggio, Orazio Gentileschi, Artemisia dal padre ereditò l’amore per i colori e per l’arte e poté godere della protezione e accondiscendenza paterna a punto tale che fu affidata al pittore esperto di prospettiva Agostino Tassi.
Arrogante e violento, Agostino Tassi si invaghì di Artemisia, ma anziché chiederla in sposa, la stuprò con una brutalità agghiacciante che descrive la stessa vittima:

«Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch’io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l’altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne».


Per non dare adito a polemiche, il Tassi promise alla giovane di riparare al danno sposandola, tanto da convincerla a avere successivi rapporti consensuali con lui.


Ma il matrimonio non arriverà mai, Orazio Gentileschi, al corrente di tutto sin dall’inizio denuncerà Agostino Tassi e a pagare sarà Artemisia che nel corso del processo verrà sottoposta a visite ginecologiche pubbliche, umiliazioni e torture per accertare la veridicità della sua versione dei fatti.

Tutta la vita artistica e privata di Artemisia sarà condizionata da questo episodio l’odio, il dolore e il rancore per il torto subito si rifletterà con forza in ogni suo lavoro dimostrando che per quanto si possa tornare a vivere dopo l’inferno di una violenza simile, qualcosa dentro si spezza per sempre e né la fama, né i riconoscimenti potranno mai riparare il torto subito.
“La passione di Artemisia” racconta la biografia romanzata della Gentileschi partendo proprio dal processo per stupro e ciò che mi ha più coinvolta e sconvolta é stato proprio il fatto che il dolore di Artemisia aleggia in ogni pagina, in ogni parola, la descrizione delle sue opere e la loro genesi é semplicemente perfetta, il percorso interiore che affronta prima di giungere a realizzare le sue tele permette di stabilire un rapporto empatico che rende ogni titolo indimenticabile.
Susan Vreeland emoziona il lettore con delicatezza e serietà, permette al lettore di innamorarsi di questa donna forte nella sua fragilità, tanto da vergognarsi e chiedere perdono per un torto che certo non le ha fatto lui, ma che per motivi innegabili ricade su tutto il genere umano.

Non so se sia stata l’arte a prendere per capelli Artemisia e trascinarla in salvo, lontano dal male o sia stata Artemisia a salvare la sua arte impedendo a se stessa di cedere al male ricevuto, ma di certo le sue opere e il suo successo imperituro sono la sua più grande vittoria su una società che ieri come oggi non ama le donne.

A chi consiglio “La passione di Artemisia”?
Alle donne che lottano, alle donne che hanno paura, alle donne forti, alle mamme e alle mogli, agli uomini che sanno e capiscono, agli uomini che amano le donne, ai docenti soprattutto: vorrei che parlassero di Artemisia ai loro studenti, per dare una lezione di vita che li renderà adulti migliori.



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