Segnalazione di Settembre - Il sole di Gerusalemme: AD 1165- 1170, vol. 2 di Giovanna Barbieri

Scrivere romanzi storici non è una cosa alla portata di tutti, personalmente sono un'appassionata e una studiosa di storia del costume ...

Scrivere romanzi storici non è una cosa alla portata di tutti, personalmente sono un'appassionata e una studiosa di storia del costume e della moda, l'arte mi viene spesso in soccorso quando cerco di inquadrare gli usi di un popolo, quindi pur non annoverando la storia tra le mie discipline predilette, quando mi avvicino ad un romanzo storico, lo faccio solo se fermamente convinta della validità del suo autore.
Conosco Giovanna Barbieri tramite Facebook, quel luogo meraviglioso in cui si incontrano veri autori e veri millantatori, ma che a me continua a riservare piacevoli sorprese e Giovanna Barbieri è una di queste: seguo il suo profilo con interesse e mi compiaccio nel leggere delle sue ricerche e dell'umiltà con cui spesso condivide i propri dubbi o le proprie scoperte; per questo motivo, voglio segnalare il secondo e il terzo capitolo della sua trilogia iniziata con La Stratega - AD 1164, invitandovi a leggere tutti e tre i volumi.

In questa primo post vi propongo la sinossi de Il sole di Gerusalemme: AD 1165- 1170, vol. 2:
Le antiche vie romane, che portano alla città santa, sono irte di pericoli. Tra naufragi, imboscate della setta degli Assassini, carestie e malattie riusciranno Alice, Lorenzo, Chiara, Luigi, Angelica e Matteo con i rispettivi bimbi a raggiungere sani e salvi Gerusalemme? Cosa ne sarà della relazione amorosa tra Alice, la donna del futuro e Lorenzo, il monaco ospitaliere in una terra che promette ricchezze, ma anche pericolosa come nessuna?


"Quella sera Chiara attese che Martina e gli altri dormissero,  poi s'infilò nel giaciglio di Luigi che l'aspettava sveglio. 
Non lo toccava da diverse settimane e l'amore fu dolce, lento e passionale. 
Non si preoccupò di poter concepire un altro figlio, ben presto si sarebbero maritati. Inoltre lo desiderava più di qualsiasi altro uomo. Di sicuro più del grasso e vecchio duca di San Pietro in Cariano, che il padre l'aveva costretta a sposare. Un'ora più tardi, quando i loro respiri si quietarono, iniziarono a parlare del futuro.
«Dobbiamo confidare a vostro fratello di noi due e Martina» sussurrò Luigi nella notte. «Lui pensa che vi siate unita al pellegrinaggio con lo scopo di trovare un ricco marito a Gerusalemme. Non sospetta di noi.»
«Non temere, gli rivelerò tutto alla prima occasione. Cosa faremo una volta giunti a Gerusalemme?»
«Ho imparato a combattere a Rivoli. Non credo che faticherò a trovare un signore che mi assoldi.»
«Quindi non vuoi iniziare un'attività commerciale con me?» domandò lei preoccupata.
L'inverno era stato interminabile e l'angoscia per la sorte dell'amato arciere l'aveva sfiancata. Se l'uomo fosse morto in battaglia, oltre a perdere l'amore della sua vita, lei e Martina sarebbero morte di fame in qualche isolato villaggio.  L'impotente duca di San Pietro in Cariano l'avrebbe ripudiata una volta giunto al suo castello: Martina non poteva essere sua. Inoltre anche il conte di Fumane non l'avrebbe riaccolta a casa, una volta saputo con chi aveva generato Martina.
Quella sera Chiara attese che Martina e gli altri dormissero, poi s'infilò nel giaciglio di Luigi che l'aspettava sveglio. Non lo toccava da diverse settimane e l'amore fu dolce, lento e passionale. Non si preoccupò di poter concepire un altro figlio, ben presto si sarebbero maritati. Inoltre lo desiderava più di qualsiasi altro uomo. Di sicuro più del grasso e vecchio duca di San Pietro in Cariano, che il padre l'aveva costretta a sposare. Un'ora più tardi, quando i loro respiri si quietarono, iniziarono a parlare del futuro.
«Dobbiamo confidare a vostro fratello di noi due e Martina» sussurrò Luigi nella notte. «Lui pensa che vi siate unita al pellegrinaggio con lo scopo di trovare un ricco marito a Gerusalemme. Non sospetta di noi.»
«Non temere, gli rivelerò tutto alla prima occasione. Cosa faremo una volta giunti a Gerusalemme?»
«Ho imparato a combattere a Rivoli. Non credo che faticherò a trovare un signore che mi assoldi.»
«Quindi non vuoi iniziare un'attività commerciale con me?» domandò lei preoccupata.
L'inverno era stato interminabile e l'angoscia per la sorte dell'amato arciere l'aveva sfiancata. Se l'uomo fosse morto in battaglia, oltre a perdere l'amore della sua vita, lei e Martina sarebbero morte di fame in qualche isolato villaggio.  L'impotente duca di San Pietro in Cariano l'avrebbe ripudiata una volta giunto al suo castello: Martina non poteva essere sua. Inoltre anche il conte di Fumane non l'avrebbe riaccolta a casa, una volta saputo con chi aveva generato Martina."

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