Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli

Come raccontare Atti osceni il luogo privato ? Non è facile, non è facile perché in questo libro mi ci sono persa, non sono riuscita a ...

Come raccontare Atti osceni il luogo privato?
Non è facile, non è facile perché in questo libro mi ci sono persa, non sono riuscita a divorarlo come faccio di solito, ho avuto bisogno di fermarmi su ogni pagina, di sottolinearne alcuni passaggi, di fotografarne altri.
Eppure ci ho messo mesi prima di comprarlo: entravo in libreria, lo prendevo tra le mani, lo poggiavo sulla solita pila di libri che poi contemplo mentre bevo il caffè, me lo portavo in giro tra gli scaffali, leggevo la trama e puntualmente lo riponevo al suo posto.
La verità è che la bandella non mi piaceva, non riuscivo a capire la correlazione tra ciò che leggevo e le critiche entusiaste, eppure in un modo o nell'altro me lo trovavo sempre davanti, fino al giorno in cui un amico con il quale condivido arte e letteratura fidandomi ciecamente del suo giudizio, mi ha consigliato di leggerlo e così, attraversando Roma, ho deciso di fermarmi da Feltrinelli e lui era lì, su un tavolino insieme ad altri, inglobato in un’offerta “2 libri a 9,90”.
Vorrei dire che Atti osceni in luogo privato è il libro della mia estate, ma mi rendo conto che in realtà è destinato a diventare uno dei libri della mia vita, tanto da spingermi a svegliarmi nel cuore della notte con la sensazione costante di aver interrotto un amico mentre mi raccontava una storia importante.
Questo libro è venuto con me ovunque, dalla metro ai musei, fino ad una festa in piscina e al ristorante, credo non mi sia mai successa una cosa del genere, e solo quando sono arrivata alla fine, riguardando la copertina sgualcita, le pagine con le orecchiette e i segni lasciati dalle mie dita, ho capito che non mi interessava la storia di Libero: mi interessava la mia storia, il viaggio di Libero era diventato il mio viaggio, confortata dalla speranza che la vita va avanti nonostante i nostri piccoli, grandi drammi e in un modo o nell'altro anche io diventerò grande percorrendo una strada che non ho cercato, ma che mi ha aspettata per una vita intera.
Libero non è un eroe, non affronta il mondo lancia in resta: Libero deve fare i conti con il proprio nome e i propri traumi, con gli errori suoi e degli adulti, ma scopre ben presto che l’unico rifugio sicuro sono i libri e allora ecco che la sua vita si muove sul filo delle pagine lette, e quello che potrebbe apparire come un intrigante romanzo di formazione, diventa un libro sulla verità dell’essere umano e tutto assume una dimensione terrena attraverso ciò di cui tutti vorrebbero parlare, ma nessuno riesce a farlo: il sesso, la sessualità, la perversione sessuale, la masturbazione.
Libero si masturba, racconta il suo rapporto con la masturbazione, con il suo corpo che cambia, con le donne della sua vita, rigo dopo rigo agli occhi del lettore appare lapalissiana la correlazione strettissima tra sesso e vita, sesso e amore, sesso e rapporti familiari. 
Marco Missiroli non accenna nulla: descrive tutto, lo fa con una sensualità contagiosa che non sfocia mai nella volgarità, tanto che l’attenzione si concentra sul protagonista e sui meravigliosi personaggi che gravitano attorno a lui in un passionale tango in cui ribellione e fame di vita si fondono.
Mentre la vita di Libero mi scorreva tra le mani, ho riflettuto sulla mia fame di vita e indecenza, sulla paura inevitabile di fare i conti con la propria libertà e così ho imparato che si possono amare mille persone, ma solo una sarà quella che ci sconvolgerà la vita, ho imparato che i padri hanno un universo dentro che non sempre riescono a raccontare, ho imparato che ciò che in un periodo della nostra vita sembra aria pura di montagna, un giorno scopriremo che era semplicemente aria, ma in quanto tale, comunque necessaria, ho imparato che c’è tempo, quando il tempo vuole attendere e che i salti nel vuoto non fanno sempre male.
A chi consiglio Atti osceni in luogo privato? A chi ha paura, a chi ha un programma in testa, a chi
non manifesta i propri desideri, alle femministe incallite e incazzate,  agli uomini che nascondono le proprie lacrime, a chi si mette litri di profumo e a chi ha capito di aver sbagliato strada, a chi non riesce a fare l'amore perché divide il sesso dal sentimento e viceversa, a chi vive in bilico tra purezza e peccato.


"Si voltò e mi abbracciò. Ci tenemmo lì e per la prima volta avvertii la paura che le succedesse qualcosa, e che la mia felicità fosse la sua, e anche i dolori e le apprensioni e le possibilità di qualcosa di buono. Passavo dalla prima persona singolare alla prima persona plurale. Intuii lì, in quell'abbraccio furtivo, che che avrei potuto prendere le ferite di un altro essere umano e tentare di ripararle, e che io avrei potuto affidare le mie. Quel giorno lo feci nella mia cameretta, le chiesi di sedersi sul letto e mi slacciai la cintura, e non dovetti spiegare che quello era l'unico modo per liberare il luogo della mia purezza dalle solitudini e dai carichi di sogni e repressioni. Dal trauma di mamma ed Emmanuel. Lunette lo fece, mi liberò, e mentre mi mangiava con le labbra dipinte di mia madre, io perdevo la mia infanzia di mansuetudine, di ometto di mondo, di individualità, a favore di un punto di non ritorno"


Titolo: Atti osceni in luogo privato
Autore: Marco Missiroli
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2015
Costo: 9,90 euro



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