Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi di Laura Malaterra

Ricordo il cucinino di nonna Ersilia, si trovava in giardino, era una stanzetta attrezzata con una cucina in muratura, uno scaffale e forse...

Ricordo il cucinino di nonna Ersilia, si trovava in giardino, era una stanzetta attrezzata con una cucina in muratura, uno scaffale e forse un forno, ma di questo dettaglio non sono sicura, perché col tempo i ricordi si fanno labili.
Ricordo la sua padella nera per friggere e la coppa in cui teneva l'impasto delle pittule.
Ricordo il profumo dei giorni di festa durante i quali mangiavamo dai nonni, ma ricordo un'abitudine che ho preso in quegli anni e mi porto dietro tuttora, nonostante il mio proverbiale disordine: lavare le mani ogni volta che tocco il cibo mentre cucino.
Ricordo i cannellini, le cicorelle di campagne e il pane tagliato a fette, ma ricordo soprattutto cibi e sapori che ad un certo punto sono completamente spariti dalla mia vita: la carciofata (pasta al forno con carciofi e carne macinata) fatta con le lumachine Barilla, la pasta con il sugo degli involtini, le fettine alla brace.
Leggendo il libro di Laura Malaterra i ricordi si sono accavallati tutti, uno dopo l'altro, la stanza di è riempita di profumi e colori, voci perdute nel tempo, volti che ora sorridono solo nella mia memoria.
Ho provato anche a scavare più a fondo in cerca di ricordi tristi legati al cibo, ma non ho trovato nulla e così ho capito che al cibo non possono essere legati ricordi negativi: davanti ad una pizza, sorseggiando una birra, ho risolto le peggiori controversie della mia vita.
Ho impiegato anni ad avere un rapporto sano col cibo, smettendo di vederlo un riempitivo per il mio perenne senso di vuoto e riconoscendolo come un elemento fondamentale per vivere bene sia fisicamente che psicologicamente.
Associare il cibo ai propri ricordi e contemporaneamente raccontare tradizioni e ricette di una famiglia, è la bella idea di Laura Malaterra, ma l'originalità di Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi, risiede soprattutto nello stile utilizzato: sobrio e asciutto, tipico di chi conosce il mondo del teatro e sa raccontare fatti personalissimi rendendoli affascinanti per chiunque, aggiungendo una chicca narrativa in appendice intitolata 154 tiehnerhat.
Un viaggio nella vita di una donna raccontato con intelligenza e leggerezza, senza annoiare, senza retorica, senza particolari inutili, a dimostrazione concreta del fatto che ci sono emozioni che accomunano tutti e tutte, indipendentemente dalla provenienza geografica.
A chi consiglio Ricordi di Cibo, il cibo dei ricordi?
A chi ha dimenticato, a chi vuole ricordare, a chi ama annusare quando cammina per strada, a chi ama mangiare, a chi è in cerca di ricette tradizionali raccontate con entusiasmo, a chi, semplicemente, è in cerca di una buona lettura in grado di riconciliarlo con se stesso.

"Grandi piante di pepe a destra e a sinistra
inverdivano e profumavano la strada per andare dalla contadina
nel piccolo paese di mare che mi aveva vista  piccola 
e che ora osserva le mie adulte fattezze.
Quella io senza rughe si divertiva a spennare con le mani
le foglie alla sua portata di micro altezza 
e il tenue profumo di pepe diventava,
nei verdi polpastrelli annusati,
talmente penetrante che per un attimo
mozzava il fiato..."

Titolo: Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi
Autore: Laura Malaterra
Editore: i Robin&sons
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 151
Costo: 12,00 Euro

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