Twitter Haiku di Claudio Spinosa

Ciò di cui racconterò oggi, non è poesia, ma qualcosa che va oltre la mera pratica, tipicamente occidentale di scrivere in versi. Oggi, n...

Ciò di cui racconterò oggi, non è poesia, ma qualcosa che va oltre la mera pratica, tipicamente occidentale di scrivere in versi.
Oggi, nelle vene mi scorrono una serie di haiku e per quel mi riguarda, identificare questo genere con la poesia così come noi la conosciamo, è a dir poco riduttivo.
Gli haiku sono sentimenti e immagini psichiche racchiuse in versi da pronunciare tutti d'un fiato, generalmente ispirate da esperienze emozionali che scatenano associazioni mentali di rara bellezza.
I primi a comporre haiku furono i giapponesi, ma col passare del tempo, questa pratica si è diffusa in tutto il mondo, perdendo, a mio modesto parere, gran parte della sua carica suggestiva iniziale perché ciò che amo di questo genere, è il lavoro interiore che precede la stesura di un verso.
Affiancare idee ed emozioni differenti, come ad esempio vivere un tramonto, pensare ai leoni africani e avere la possibilità di esprimere tutto ciò in versi, è un qualcosa che mi rimanda al concetto di libertà espressiva ed emotiva alla quale inneggio da anni ormai.
Osservare la potenza della natura, rimanerne affascinati, avviare un percorso introspettivo che metta la mente in contatto con le emozioni, con le reminiscenze, con i ricordi e tirare fuori una poesia che si legge in un unico sospiro è per me il senso ultimo della composizione poetica.
Purtroppo, come sempre accade con le cose belle e importanti, il web è pieno di poeti improvvisati che si divertono ad accostare parole scadendo nella farneticazione verbale, ed è per questo motivo che quando ho aperto il pacco speditomi da Claudio Spinosa e ho letto il titolo del libro, Twitter Haiku ho impiegato un paio di giorni prima di decidermi a sfogliarlo.
L'Oriente insegna anche l'arte di saper attendere il momento opportuno e per me il momento opportuno è arrivato un pomeriggio di sole dicembrino mentre sul balcone di casa mi chiedevo perché, inevitabilmente, i fiori più belli sono quelli rossi e quelli bianchi.
Ho letto Twitter Haiku seduta accanto ai miei ciclamini, alzando gli occhi ogni tanto per gustare il contrasto tra l'azzurro del cielo e il rosso dei petali, mi sono lasciata trasportare dalle connessioni mentali, ma soprattutto ho immaginato paesaggi che non conosco e che probabilmente neppure l'autore conosce, ho assaporato odori e colori, mi sono persa tra i ricordi e ne ho persino trovati di nuovi.
Credo che la potenza di questo genere letterario sia proprio quella di evocare nel lettore ricordi sopiti, dilatare il tempo permettendogli di insinuarsi nelle sue maglie e ricucire contatti perduti con il proprio io, fino a sfiorare ogni lembo della propria emotività e toccare nuovi e sconosciuti apici di conoscenza interiore.
Claudio Spinosa ha colto nel segno coi i suoi versi disarmanti e semplici, fatti di associazioni estemporanee e colorate, paesaggi immobili nella memoria, fiori, frutti, nebbie ed emozioni.
A chi consiglio Twitter Haiku?
A chi è stanco dei soliti poeti, a chi sa andare oltre le parole, agli amanti del genere, a chi ogni tanto si perde per le vie dei propri pensieri, a chi sa fermarsi e aspettare.

"Gerani vermiglio
Azzurro indefinito
La sera si decanta a gesti"

Titolo: Twitter Haiku
Autore: Claudio Spinosa
Editore: You can print
Anno di pubblicazione:2012
Pagine: 30
Costo: 5,00 Euro 











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