Il richiamo dello scrigno di Lilli Pati

Ho conosciuto Lilli Pati un paio di settimane fa durante il vernissage di una mostra. Ci eravamo preventivamente sentite per messaggi gra...

Ho conosciuto Lilli Pati un paio di settimane fa durante il vernissage di una mostra.
Ci eravamo preventivamente sentite per messaggi grazie a quel potente mezzo che è Facebook, mi aveva chiesto se avessi voglia di leggere il suo libro.
Avete presente quelle persone discrete che attraversano la vita a testa alta, consapevoli della bellezza del loro mondo interiore?
Ecco, questo ho percepito quando ho stretto la mano a Lilli: tanta dolcezza, cultura e umiltà.
Ho letto il suo romanzo con piacere, incuriosita dalla delicatezza con la quale venivano descritti i personaggi, quello di Sveva in particolar modo.
Tutto in questo romanzo mi è sembrato grande, grandi le finestre, le stanze, le emozioni, grande lo spirito di ognuno, grandi i sentimenti, grande tutto tranne le voci. 
Le voci mi sono sembrate delicati richiami, frasi sussurrate per non interrompere il filo sottile lungo il quale si svolgono gli eventi che viaggiano agevolmente tra passato e presente, in bilico tra un grande amore e la necessità di andare avanti, di crescere e non arrendersi.
Mi piacciono gli autori che hanno la capacità di raccontare storie importanti evitando sentimentalismi e banalità, che sanno descrivere i desideri e le bassezze umane senza giudicarli, che sanno raccontare gli eroi di ogni giorno, quelli che nonostante tutto si alzano dal letto e fanno ciò che devono fare perché consapevoli che c'è qualcuno che dipende da loro.
Ne Il richiamo dello scrigno ho percepito un gruppo di personaggi umani, che soffrono e non si vergognano di soffrire, che amano e decidono di affrontare le conseguenze del loro amore, che sbagliano, che litigano, che si sentono delusi e traditi, ma che sanno anche sorridere, che si vogliono bene e sono sempre e comunque vincitori delle proprie piccole grandi battaglie.
Ho apprezza molto anche gli accenni a temi attuali come la malattia e il modo in cui questa viene affrontata dalla protagonista.
La storia tra Sveva e Davin è coerente, i sentimenti provati da entrambi sono delineati con parole che arrivano dritte al lettore, le vicende che li vedono protagonisti non sono poi tanto lontane dalla realtà e ciò fa di questo romanzo una piacevole lettura.
Non ci sarà un lieto fine, ma non ci sarà neppure un finale tragico, Lilli ha deciso di lasciare una porta socchiusa: coerentemente con la natura di ogni donna, concede a Sveva e Davin un'altra possibilità. 
Forse ci sarà un seguito, forse, semplicemente, ogni lettore deciderà come andrà a finire.
A chi consiglio Il richiamo dello scrigno?
A chi ricorda bene cosa significa amare, a chi ha una famiglia d'origine e una famiglia che si è scelto strada facendo, a chi ha deciso di non arrendersi, alle donne che hanno classe da vendere.


"Sveva aveva una sensibilità che andava oltre l'anima.
Apriva il suo cuore solo a pochi,
 solo a chi era capace di sfiorarla senza mai toccarla, 
come un'arpa che, pizzicata, inebria di melodie celestiali,
o una farfalla che, posandosi con grazia lascia intuire la sua fragilità."


Titolo: Il richiamo dello scrigno
Autore: Lilli Pati
Editore: ilmiolibro.it
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 139
Costo: 12,50 Euro




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